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mercoledì 28 maggio 2014

Babà allo scotch whisky con crema pasticcera al cocco, vaniglia, zenzero e limone

E' incredibile quanto passi veloce il tempo, eppure questi mesi sono volati e mi sembrano passate poche ore dall'ultimo post.
La mia vita è piena di mille altre cose e il blog è inevitabilmente passato in secondo piano. Non so quando sarò il prossimo post ma so di voler condividere la ricetta di oggi perché impastare dopo tanto tempo mi ha reso felice e i risultato è stato meraviglioso.

Grazie ad Antonietta e a tutto l'Mtc per avermi fatto provare il babà!



Ingredienti:

per il babà:

300 gr di farina manitoba
3 uova grandi
100 gr di burro
100 gr di latte
25 gr di zucchero bianco
3 gr di lievito di birra disidratato
mezzo cucchiaino di sale

per la bagna:

1 limone bio
1 litro di acqua
400 gr di zucchero bianco
scotch whisky

crema:

500 gr di latte di cocco
6 tuorli
100 gr di zucchero bianco
1 pizzico di sale
20 gr di farina 00
20 gr di maizena
1 pizzico di polvere di vaniglia
2-3 bustine di infuso zenzero e limone

Ho suddiviso la preparazione su due giorni per mancanza di tempo.

Ho iniziato unendo il lievito con il latte tiepido e un cucchiaino di zucchero e ho lasciato riposare per circa 10 minuti. Quindi ho unito 70 gr di farina, ho impastato con un cucchiaio e ho lasciato lievitare, coperto con un panno umido, fino al raddoppio (circa 1 ora e mezza).

Ho unito il lievitino alla farina rimanente e ho iniziato ad impastare con il gancio a foglia, quindi ho aggiunto un uovo alla volta, facendo incorporare bene l'uovo prima di aggiungere il successivo. Le uova che ho utilizzato erano molto grandi e non è stato necessario aggiungere altro latte, ma voi aggiungetene un cucchiaio alla volta finché l'impasto non raggiunge la giusta consistenza.
Ho impastato per circa 15 minuti, quindi ho messo l'impasto a lievitare, coperto, fino al raddoppio (circa un'ora e mezza).

In una ciotola ho impastato il burro morbido con lo zucchero rimanente e il sale. L'ho aggiunto un cucchiaio alla volta all'impasto, impastando bene prima di aggiungere il cucchiaio successivo. Ho impastato con il gancio a foglia per circa 15 minuti con il gancio a foglia e ancora altri 5 minuti con il gancio a uncino. Alla fine l'impasto deve risultare bello liscio ed elastico.

Non avendo a disposizione uno stampo adatto, mi sono dovuta arrangiare. Ho preso una normale tortiera da 21 cm di diametro e vi ho posizionato un bicchiere di alluminio in mezzo. Ho imburrato bene tutta la tortiera e il bicchiere.
Ho diviso l'impasto in 6 parti, ho formato delle palline e le ho distribuite nella tortiera, intorno al bicchiere centrale. Con le dita ho unito le palline e ho lasciato lievitare per un'ora e mezza circa.

Ho scaldato il forno a 220°, forno statico. Ho infornato il babà e ho subito abbassato la temperatura a 200°. Ho cotto per 10 minuti, quindi ho coperto il babà con un foglio di alluminio e ho proseguito la cottura per altri 15 minuti.
Ho sfornato, ho lasciato intiepidire il babà e ho sformato il babà.

Il giorno dopo ho preparato la bagna: con un pelaverdure ho tolto la buccia al limone (attenzione a non prendere anche la parte bianca) e l'ho unita all'acqua e allo zucchero in un pentolino. Ho messo sul fuoco e ho fatto sobbollire per circa 10 minuti. Ho lasciato intiepidire.
Ho messo il babà in una ciotola bassa e larga e vi ho versato sopra la bagna. Ogni circa 10 minuti, raccoglievo la bagna cn un cucchiaio e la riversavo sul babà. Alla fine ho bagnato il babà con il wishky.
Ho trasferito il babà su un piatto da portata e mi sono dedicata alla crema.

In un pentolino ho scaldato il latte di cocco, quindi vi ho lasciato le bustine di infuso in infusione per circa 1 ora. Ho tolto le bustine, ho aggiunto la vaniglia e ho rimesso il latte sul fuoco. Nel frattempo ho sbattuto i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto la farina, la maizena e il sale e ho mischiato bene con una frusta. Quando il latte di cocco ha raggiunto il bollore, ho versato parte del latte sulle uova. Ho mescolato bene e ho versato il composto di uova nel pentolino. Ho rimesso il pentolino sul fuoco basso e ho continuato a mescolare finché la crema si è addensata. Ho trasferito tutto in una ciotola, ho coperto con un po' di pellicola a contatto con la crema e ho lasciato raffreddare.

Ho scolato il liquido rilasciato dal babà e con una sac a poché ho decorato il babà con la crema. Ho dato un ultimo tocco con delle foglioline di menta.

Con questa ricetta partecipo all'mtc di maggio:


domenica 24 febbraio 2013

Il senza glutine è sexy: torta Red Velvet! (Gluten free is sexy: Red Velvet cake)








Stefania mi perdonerà per il tono scherzoso di questo post, ma no, non ci riesco proprio: ho uno spirito ottimista. Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose e dico cerco perché spesso non ci riesco ma lo sforzo c'è: non ho mai visto nessuno piangersi addosso e ottenere qualcosa di buono.

Beh, il tema di oggi è la celiachia: ancora una volta l'MTC si rivela una scuola di cucina e una bella occasione per conoscere qualcosa di nuovo o per approfondire un tema già conosciuto. Questo mese Stefania (Cardamomo&co) ci parla della celiachia e di cosa significa vivere con questo problema. Se ne soffrite, un salto nel suo blog è d'obbligo: troverete un sacco di ricette golosissime.
Fortunatamente non ho mai dovuto avere a che fare in prima persona con la celiachia, in compenso ho sofferto a periodi alterni di varie intolleranze, più o meno forti. Non ho potuto mangiare verdure crude, carne di maiale, fragole, pesche, latte e derivati, mele, gamberi e boh, non ricordo se qualcosa d'altro. Certo, non rischiavo la pelle, ma mangiando una di queste cose stavo piuttosto male e non era per niente divertente. 
C'è da dire che all'inizio la si vede peggio di quello che è, ricordo che non mi veniva in mente nulla che potesse piacermi mangiare senza gli ingredienti incriminati, dopo però pian piano ci si abitua. Io ho cercato di prenderla per il verso giusto ed è proprio grazie a queste intolleranze che mi sono appassionata alla cucina e alla fine ho aperto questo blog, quindi la vedo quasi come una cosa positiva. Inutile negare però, che c'erano aspetti davvero brutti: innanzitutto ti rendi conto di quanti alimenti contengano ingredienti che nulla c'entrano col cibo che compri, insomma, possibile che compri un po' di pane e devi preoccuparti che non contenga grasso animale? Altra cosa: spesso e volentieri ricevi zero comprensione dagli altri. Sì, insomma, a volte ti senti un problema e ti passa pure la voglia di uscire a mangiare: tanti considerano l'intolleranza come una sorta di capriccio, quando poi sono i primi a farti girare mille pizzerie perché non usano il pomodoro che piace a loro... Per non parlare di chi ti invita a cena e ti rifila qualche ingrediente che ti fa male nascondendolo e pensando che "tanto nn se ne accorge": è vero, magari sul momento uno non se ne accorge, ma l'intestino se ne accorge e non vi racconto il seguito.
Questa è la mia esperienza, che è una cavolata in confronto a chi deve convivere con allergie ben più pesanti, come quella alla frutta secca o la celiachia appunto. In quest'ultimo caso non si tratta più solo di non mangiare il cibo incriminato, ma anche di non mangiare cibo contaminato, vale a dire che è entrato direttamente o indirettamente in contatto con cibo contenente glutine. Qualche esempio? Un celiaco non può mangiare un risotto girato con un cucchiaio di legno con cui si è girata una pasta, anche se lavato. Un celiaco non può mangiare niente che non sia espressamente garantito come senza glutine, perché c'è sempre la possibilità che sia contaminato, e vi assicuro che sono ancora pochi i prodotti che danno questa garanzia. 
Se volete ulteriori informazioni sui prodotti adatti ai celiaci e le accortezze da seguire, vi consiglio di leggere il decalogo scritto da Stefania, che trovate qui.

Dopo tutto questo discorso, il punto alla fine è uno: si può essere celiaci e mangiare bene, gran bene. Si può invitare a cena un celiaco e fare una gran cena, senza dover per forza ridursi a bistecchina e verdure lesse: insomma, un celiaco non deve rinunciare a piatti gustosi e apprezzabili da chiunque altro. Se volete una prova di ciò, questo post fa proprio per voi. Pensate che un celiaco non possa mangiare una buonissima e bellissima torta? Niente di più falso! 
La Red Velvet che vi propongo è assolutamente gluten free, la farcia non è quella originale e forse si avvicina un po' più ai gusti nostrani. Voi che ne pensate? :) 
Piccolo consiglio prima di lasciarvi alla ricetta: l'impasto tende a indurire col freddo, quindi vi consiglio di tirare fuori la torta dal frigo almeno un'ora prima di mangiarla! 
Grazie ancora a Stefania e all'MTC e mi raccomando, provate a preparare questa torta anche se non siete celiaci, perché è buonissima. :) E poi, potrebbe rivelarsi molto utile per un compleanno con invitati diversi ;)

PS: vi indico le marche dei prodotti usati, in modo che possiate reperire più facilmente gli stessi prodotti senza glutine. Io ho comprato tutto al supermercato, tranne il colorante.











 

Ingredienti:

per la pasta:

160 gr di farina di riso (Pedon)
60 gr di fecola di patate (Pedon)
30 gr di Maizena (Unilever)
0,5 cucchiaino da tè di sale
8 gr di cacao amaro
110 gr di burro 
300 gr di zucchero
3 uova medie
semi di vaniglia
240 ml di latticello, detto anche buttermilk (se non lo trovate potete ottenerlo unendo 240 ml di latte con un cucchiaio di succo di limone e facendolo riposare per 20 minuti)
1 cucchiaino circa di colorante in pasta concentrato rosso
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da te di bicarbonato di sodio

Per la farcia:

500 gr di mascarpone
250 gr di panna
170 gr di latte condensato zuccherato
340 gr di ananas in scatola


Ho mescolato la farina di riso, la Maizena, la fecola di patate il cacao e il sale. In un'altra ciotola ho sbattuto il burro a temperatura ambiente con le fruste elettriche, ho aggiunto lo zucchero e ho montato per qualche minuto. Ho aggiunto le uova, una alla volta, facendole incorporare bene prima di aggiungere la successiva.
Ho mescolato il colorante con il latticello, quindi ho iniziato ad aggiungerlo al composto di burro e uova, alternandolo con il mix di farine. Ho aggiunto la vaniglia e ho mescolato.
In una tazzina ho mischiato l'aceto con il bicarbonato e l'ho aggiunto all'impasto.
Ho preso un pezzo di carta da forno, l'ho bagnata e strizzata, quindi vi ho rivestito una teglia (l'ideale sarebbe una tortiera da 18-20 cm di diametro ma io non la avevo). Ho versato metà dell'impasto nella teglia e ho cotto per 45 minuti in forno a 175°. A cottura ultimata ho fatto raffreddare l'impasto 10 minuti nella teglia, quindi l'ho tirato fuori e l'ho fatto raffreddare completamente. Nel frattempo ho cotto l'altra metà di impasto. Una volta freddo, ho coperto la torta con la pellicola e l'ho messo in frigo per una notte intera.
Il giorno dopo ho ritagliato la torta per renderla più regolare: mi raccomando, non buttate (o mangiate!!!) i ritagli, servono per la decorazione. Con un coltello ho tagliato a metà entrambi i rettangoli di pasta: non è stato facilissimo perché ho usato una teglia un po' troppo grande e quindi la pasta era bassa.
In una ciotola ho montato la panna. In un'altra ciotola ho sbattuto il mascarpone, quindi ho aggiunto il latte condensato e ho sbattuto bene con le fruste. Ho aggiunto la panna e ho mescolato con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto. 
Ho scolato l'ananas e l'ho tagliato a pezzetti.
Ho farcito il primo strato della torta con un po' di crema, ho coperto con un po' di ananas e vi ho sovrapposto il secondo strato di pasta. Ho continuato così fino all'ultimo strato. Non ho messo l'ananas in cima alla torta. Con la crema rimanente ho coperto anche i lati della torta. Ho sbriciolato i ritagli della torta con le mani e li ho appiccicati ai lati della torta. Ho creato i decori con una sac à poche. 
















Stefania will forgive me for my humorously tone in this post, but no, I can’t succeed: I’ve an optimistic spirit. I always try to see the positive side of the things and I say “try” because often I’m not able but there is the effort: I never saw someone feeling sorry for oneself and obtaining something good.

Well, the theme of today is celiac disease:  MTC is again a cooking school and a cool opportunity to learn something new or to enhance an already known theme. This month Stefania (Cardamomo&co) speaks us about celiac disease and what does it mean living with this problem. If you suffer from it, a pop round to her blog is needed: you’ll find many yummy recipes.

Fortunately, I never had to handle in first person with celiac disease, in compensation I suffered in alternate periods from various, more or less strong, intolerances. I couldn’t eat raw vegetables, pork meat, strawberries, peaches, milk and derivatives products, apples, shrimps and, don’t remember if something else. Of course, I didn’t risk my life, but I was sick if I ate one of this things and it wasn’t funny.

I must say that at the beginning it seems worst than it is, I remember that it didn’t come to mind any good food without those ingredients, but I gradually I got used to it. I tried to get on the right side of it and is due to these intolerances that I go tinto the cooking and finally I opened this blog, so I see it like a positive thing. It is useless to deny that there were really bad aspects: first of all, you realize that there are a lot of products which contain these ingredients, which have nothing to do with the food you’re buying. I mean, is it possible that you buy a bith of bread and you have to worry about the fact that it could contain animal fats? An other thing: very often you recive zero comprehension by other people. Yes, sometimes you feel to be a problem and you don’t feel to go to eat out anymore: many persons think that intolerance is a whim, but then they are the first, that make you go around thousand pizzerie beacuse they don’t use their favourite tomato… Not to mention who invite you for dinner and gives you any ingredient which makes you feel bad, concealing it and thinking “she will not realise it”: that’s true, maybe you don’t immediately realise it, but the intestine realise it and I don’t tell you about the sequel.


That’s my experience, that is a mess in comparison with those who have to live with more heavy allergies, like the one to dry fruits or celiac disease. In the latter case, it isn’t only about eating the allergenic ingredient, but it’s also about not eating contaminated food, which is food that contacted directly or indirectly food which contains gluten. Any examples? A celiac can not eat a risotto which has been blended with a wood spoon with whom there had been blended pasta, although it had been washed. A celiac can not eat food that is not certified “gluten free”, beacuse there is always the possibility that it has been contaminated and I assure you that there are still a few products which give this guarantee.


If you want more informations about the products for celiacs and the little tricks to follow, I suggest you to read the handbook of Stefania, which you can find here.

After this long speech, the point is the following: you can be celiac and eat well, very well. You can invite a celiac for dinner and prepare a good dinner, without reducing to cook steak and boiled vegetables: in other words, a celiac must not renounce to tasty dishes, which can also be appreciated by all other people. If you want a proof of that, this post is made for you! Do you think that a celiac can not eat a yummy and beautiful cake? There’s nothing more false!

The Red Velvet that I suggest you is totally gluten free, the filling is not the original one and maybe are closer to our local taste. What do you think about it? 



A little suggestion before letting you to the recipe: the pastry tends to become hard with cold, so I suggest you to take the cake out of the fridge almoust one hour before eating it!

Thank you another time to Stefania and to MTC and try to prepare this cake although you are not celiac, because it’s really good, ok? J Besides, it could be useful for a birthday’s party with different guests ;)


 


Ingredients:


for the pastry:

160g of fine rice flour
60g of potato starch
30g of corn flour
half teaspoon of salt
8g of bitter cocoa powder
110g of unsalted butter
300g of white sugar
3 middle eggs
vanilla seeds
240ml of buttermilk (if you don’t find it, you can obtain it mixing 240ml of milk with a tablespoon of lemon juice and letting it to go sour for about 20 minutes)
more or less 1 teaspoon of red food colouring paste
1 tablespoon of white vinegar
1 teaspoon of baking soda


for the filling:

500g of mascarpone cheese
250g of whipping cream
170g of sugared condensed milk
340g of ananas in syrup (dribbled weight)

I mixed the rice flour, the corn flour, the potato starch and the salt. In an other bowl, I beated the butter at room temperature with electric whisks, I added the sugar and whipped for a few minutes. I added the eggs, one-by-one, letting mix the first before adding the following.

I mixed the food colouring paste with teh buttermilk, then I began to adding it to the mixture of eggs and butter, alternating it with the flour mixture. I added vanilla seeds and mixed.
In a small cup I mixed the vinegar with the baking soda and added it to the mixture.

I took a peace of baking paper, I poured it with a bith of water and squeezed it, then I used it to cover a cakepan (the ideal would be a cakepan with a diameter of 18/20cm, but I had noti t). I pourred a half of the pastry in the pan and cooked it for 45 minutes at 175°. When it was ready, I left it to cool for 10 minutes in the pan, then I took it out from the pan and left it to cool complitely. In the mean time I cooked the other half of the pastry. When it was cold, I covered the cake with a bith of plastic wrap and put it in the fridge for a night long.

The next day I cut out the cake to make it more regular: do not throw away (or eat!!) the swatches, ok? They are needed for teh decoration. I cut every pastry rectangle in two halves with a knife: it wasn’t simple beacuse I used a pan which was a bith too big and so the cake was short.
I whipped the whipping cream in a bowl. In an other bowl, I whipped the mascarpone cheese, then I added the condensed milk and mixed well with the whisks. I added the whipping cream and mixed well with a palette knife, mixing bottom-up.

I drained the ananas and chopped it.

I filled the first layer of the cake with a bith of cream, I covered with a bith of ananas and put the second layer of pastry on it. I continued in the same way with the other layers. I didn’t put the ananas on teh top of the cake. I covered the sides of the cake with the remaining cream. I crumbled the pastry swatches with my hands and pasted them on the sides of the cake. I created the decorations with the cream and an icing bag.


Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio:

 

lunedì 3 dicembre 2012

Biscotti di natale: Kokosmakronen (Christmas cookies: Kokosmakronen)



Parliamone, sì, parliamone: lo confesso, pur essendo io la prima a sperimentare, soffro da morire quando vedo ricette tradizionali completamente storpiate e passate per originali. Adoro le modifiche, le rivisitazioni, gli abbinamenti particolari e inaspettati, purché siano dichiarati.

In realtà il mio è un pensiero più ampio: le blogger hanno delle responsabilità? Io credo di sì, credo e spero che gli amanti della cucina siano prima di tutto amanti della propria cucina tradizionale e interessati all'alimentazione. Credo anche che noi tutti blogger siamo responsabili delle informazioni che forniamo. Ovviamente non siamo professionisti e spesso nel proprio blog si presentano semplicemente le ricette fatte a casa, senza troppe preoccupazioni, ma forse dovremmo tutti pensare alle parole che usiamo e al messaggio che arriva ai nostri lettori.

Se scrivo "Strudel di mele altoatesino" (faccio un esempio a caso eh), il lettore si aspetta di ricevere la ricetta tradizionale dello strudel (pasta, mele, uvette, zucchero, pinoli e pan grattato) e non una versione inventata da me (magari con pere, cioccolato ecc). Non che ci sia qualcosa di male a variare, magari piace anche di più, ma non è la versione originale.

Può sembrare una cavolata, ma si sa che le informazioni circolano velocemente su internet e ci vuol poco a diffondere notizie sbagliate. 

In fondo cosa costa scrivere qualche riga in più e spiegare bene cosa si sta per presentare? ;)



Dei biscotti di oggi ho visto le versioni più disparate in rete, quindi io vi do quella che si prepara tradizionalmente in Alto Adige. Si tratta di uno dei tanti biscotti che vengono tipicamente preparati e mangiati a Natale e sono di una semplicità unica. Sono anche l'ideale per gli intolleranti: non contengono latte ed eliminando le ostie, che non sono indispensabili, diventano anche gluten-free.

Vi lascio la ricetta e vi auguro un buon inizio di settimana :) 








Ingredienti:

2 albumi (io ho usato uova medie, ma i biscotti sono venuti leggermente secchi. Vi consiglio quindi di usare uova grandi)
100 gr di zucchero
succo di mezzo limone
200 gr di farina di cocco
ostie

Ho montato gli albumi per metà, quindi ho aggiunto il succo di limone e lo zucchero e ho continuato a montare finché non ho ottenuto un composto bello spumoso. Ho aggiunto la farina di cocco e ho mescolato delicatamente con una spatola. 
Aiutandomi con due cucchiaini ho distribuito il composto sulle ostie. Ho infornato a 150° per circa 15-20 minuti. 



 
Let’s talk about it: I must confess, even if I’m the first who loves experimenting, I suffer very much when I see traditional recipes, that are completely mangled and passed off as original.

Actually, my thought is more aple: do bloggers have any responsibilities? I think so, I believe and hope that cooking lovers are first of all lovers of traditional cooking and are interested in diet. I believe also that we, blogger, are responsible of ther informations that we provide. Naturally, we are not professional and we ofetn present homemade recipes, without too much worries, but maybe we should all think to the terms that we use and to the message that arrives to the readers.

If I write “apple strudel of South Tyrol” (I give a random example), the reader expects to recieve the traditional recipe of strudel (pastry, apples, raisins, sugar, pine kernels and breadcrumbs) and not an other version, invented by me (perhaps with pears, chocolate exc.). There’s nothing bad in varing, maybe it’s also better than the original, buti s not the original one. 

It may seem nonsense, but it’s known that informations circulate quickly on internet and it doesn’t take much to spread incorrect information.

 I saw disparate versions of the cookies of today, so I give you the one we prepare traditionally in South Tyrol. It is about one of the many cookies which are typical prepared and eaten at Crhistmas. They are really simple. They are ideal for intolerant people: they don’t contain milk and if you remove the wafers, which are not essential, they become gluten-free.

I leave you to te recipe and have a nice Monday. :)






Ingredients:


2 yalks (I used middle eggs, but the cookies were slightly dry. I advise you to use big eggs)
100g of sugar
juice of half lemon
200g of coconut flour
wafers

I whipped the yalks by half-measures, then I added lemon juice and sugar and I continued to whipp until I obtain a frothy mixture. I added coconut flour and mixed gently with a paddle.



Helping myself with two teaspoons, I spread the mixture on the wafers. I cooked at 150° for 15-20 minutes.

venerdì 30 novembre 2012

Biscotti di natale con spezie e cioccolato (Christmas cookies with spices an chocolate)



Avete presente Proust e le madeleines? Se non lo conoscete potete leggere il piccolo racconto sulle madeleines qui. Al di là della storia, tutto è improntato sul potere che i profumi e gli odori hanno di evocare nella nostra mente ricordi lontani o che credevamo perduti nella memoria.

Io credo fortemente in questa cosa e lego diversi ricordi a odori o profumi particolari. Ecco perché per me natale significa profumo di biscotti, spezie e vin brulè. Non c'è nulla di più bello per me, che sentire l'aroma della vaniglia, della cannella e delle altre spezie che si diffondono per le vie del centro o per la casa.
Ho voluto ricreare quest'atmosfera preparando i primi biscotti natalizi di quest'anno. Vi propongo qualcosa di diverso dal solito e spero vi piaccia: di sicuro piacerà ai vostri bimbi! Ho utilizzato uno stampo (che potete trovare qui) che mi è stato inviato da Silikomart, con cui collaboro ormai da tempo. Appena l'ho visto ho subito pensato a questi biscotti e mi sono messa all'opera!

Qualche consiglio:


-se non avete come me un cane che rischia di buttare l'albero di natale per terra per papparsi i biscotti, potete fare i biscotti un po' più grandi e appenderli all'albero con un nastrino! Non ci sarà albero più dolce e gustoso! :)

-se alcune delle spezie che ho utilizzato non vi piace potete ometterla o sostituirla

-io non ho temperato il cioccolato perché mi sembravano carini anche così. Se però preferite temperarlo potete guardare qui come fare.


Vi mando un bacio e vi ricordo che da domani io e le altre blogger che hanno aderito partiremo col nostro personalissimo calendario dell'avvento! Potete vedere di che si tratta cliccando sulla pagina in alto alla voce "ti dono un blog"!




Ingredienti (per 16 pezzi):


per le placchette di cioccolato:


75 gr di cioccolato bianco
100 gr di cioccolato al latte 



per i biscotti (vi verrà qualche biscotto di troppo, ma sono buonissimi anche da soli!!):

250 gr di farina 00
125 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
cannella in polvere
vaniglia
zenzero in polvere
chiodi di garofano in polvere

per il montaggio: 

circa 75 gr di cioccolato bianco


Ho sciolto il cioccolato bianco in microonde (se preferite, scioglietelo a bagnomaria). Con un cucchiaino sono andata a riempire la parte più profonda degli stampini, seguendo il disegno. Ho messo a raffreddare. Ho sciolto la cioccolata al latte e ho riempito fino all'orlo gli stampini, quindi ho messo a raffreddare.

Ho tagliato a pezzetti il burro e l'ho lasciato ammorbidire, quindi l'ho mescolato bene con lo zucchero. Ho aggiunto le spezie e il sale, quindi l'uovo. Infine ho aggiunto la farina e ho impastato bene. Potete impastare sia con l'impastatrice che a mano, ma in quest ultimo caso fate in fretta, in modo da non scaldare troppo l'impasto. Ho formato un palla e ho messo l'impasto a riposare in frigo per un'oretta.

Ho steso la pasta con un mattarello. Aiutandomi una placchetta di cioccolato, per avere un'idea delle dimensioni che doveva avere il biscotto, ho tagliato tanti rettangoli di pasta. Ho cotto i biscotti a 190° per circa 12 minuti. Ho lasciato raffreddare.

Ho sciolto il cioccolato bianco fino a renderlo cremoso, quindi ne ho steso una piccola quantità al centro del biscotto. Vi ho appoggiato sopra una placchetta di cioccolato, premendo leggermente con il dito in modo da farla incollare. Ho lasciato raffreddare.





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Do you remember Proust and his madeleins? Apart from the story, all is based on the power of fragrances and smells which are able to recall in our mind distant memories or memories which was supposed to be lost.

I strongly believe in this thing and I bind several memories to particular smells and fragrances. That’s why for me Christmas means frangrance of cookies, spices and vin brulè (a particular type of hot beverage, made with red wine and spices). There’s nothing better for me, than smelling the aroma of vanilla, cinnamon and other spices, which spread over the streets and the house.

I wanted to recreate this atmosphere, preparing the first Christmas’ cookies of the year. I offer you something different from usual cookies and I hope you’ll appriciate them: surely your children will do! I used a pan (which you can find here) which I recived from Silikomart, with whom I cooperate from several time. When I saw it I immediately thought to these cookies and I set to work!


Some advices:


-if you don’t have a dog like mine, that risks to leave fall the Christmas’ tree, trying to eat the cookies, you can prepare bigger cookies and hang them on your tree with a ribbon! There will not be a sweeter and taster tree! 


-if you don’t like some of the spices I put in, you can use other spices or leave them

-I didn’t temper chocolate because cookies were cute enough like that. However, if you want to temper it, you can look how to do it here (please use google translator).


Ingredients (makes 16):


For chocolate plaques:

100g of milk chocolate
75g of white chocolate

for cookies (you will obtain more than 16 cookies, but they are very good without chocolate too):

250g of pastry flour
125g of butter
100g of white sugar
1 egg
1 pinch of salt
cinnamon powder
vanilla
ginger powder
clove powder

for the assembly:

more or less 75g of white chocolate


I melted the white chocolate in the microwave ( if you prefer, you can melt it in a bain-marie). I filled the deeper part of the pan with a teaspoon, following the picture. I left it to cool. I melted the milk chocolate and filled the pan to the brim, then I left it to cool.

I cut the butter in cubes and left to melt, then I mixed it with the sugar. I added spices and salt, then the egg. Finally I added the flour and kneaded well. You can knead both with the kneader and by hand, but in this istance do it very quickly, in order not to heat the pastry too much. I formed a ball with the pastry and left it to stand in the fridge for one hour.

I rolled up the pastry with a rolling pin. I used a chocolate plaque to know how bug I had to cut the cookies and cut many pastry rectangles. I cooked the cookies at 190° for more or less 12 minutes. I left them to cool.

I melted the white chocolate untili it was creamy, then I spread a little of it in the middle of the cookie. I put a chocolate plaque on it, pressing a little bith with the finger in order to glue it. I left it to cool.

venerdì 30 marzo 2012

Biscotti allo zafferano con glassa per pasqua (Saffron biscuits with icing for easter)

biscotti pasqua

Andate voi a spegare ai miei vicini che, nonostante mi aggiri con aria furtiva per il cortile in ciabatte, addobbi l'alberello condominiale con dei biscotti a forma di uova e galline e per giunta li fotografi, non sono da ricoverare nella vicina clinica psichiatrica, ma sono semplicemente una foodblogger che deve fare l'alberello pasquale.
 Spiegate loro che se mi sentono urlare "Luna, lascia stare quella gallina!", non è perché ho un pollaio in soggiorno, ma perché il mio cane (Luna appunto) ha afferrato uno dei biscotti dalla teglia, che ho imprudentemente appoggiato sulla sedia.
Insomma, se non vedete più mei post venitemi a cercare per favore :)

biscotti pasqua

Forse alcuni di voi avranno notato che è comparsa una nuova pagina, là in alto: si tratta della pagina "collaborazioni". In realtà per ora la collaborazione è solo una, ma ne sono veramente contenta. Ho conosciuto il silicone per l'utilizzo culinario grazie a questa azienda e da anni uso i loro prodotti con grande soddisfazione, mi è sembrata quindi una scelta di "continuità": si tratta di Silikomart. Da oggi quindi potrete trovare diverse ricette in cui ho utilizzato i prodotti di questa azienda.

Per inaugurare la collaborazione, oggi vi propongo un'idea davvero carina per pasqua. Siamo abituati a vedere l'albero di natale, ma secondo me può essere carino prendere qualche ramo, magari di pesco o di gattice, e decorarlo con qualcosa di pasquale. Visto che ci siamo, perché non usare i biscotti?

In alternativa si possono usare questi biscotti come segnaposto per il pranzo di pasqua o magari possono essere distribuiti a qualche festa di bambini. Secondo me i pulcini possono essere adatti, se opportunamente decorati, anche per qualche festa di benvenuto per qualche neonato. :)


biscotti pasqua

Ingredienti (per 17 biscotti):

per i biscotti:

500 gr di farina 00
250 gr di burro a temperatura ambiente
200 gr di zucchero
2 uova
1 pizzico di sale
1 bustina di zafferano

per la glassa:

1 albume
160 gr circa di zucchero a velo
coloranti alimentari


Ho messo il burro e lo zucchero nell'impastatrice e ho iniziato a mescolare col gancio a K. Ho aggiunto le uova e lo zafferano e ho fatto incorporare bene. Ho aggiunto il sale, la farina e ho lasciato impastare bene. Naturalmente lo stesso procedimento può essere eseguito a mano. Ho lasciato riposare l'impasto in frigo per circa una mezzora.

Ho tirato fuori la pasta frolla dal frigo, quindi l'ho distribuita nello stampo (silikomart), premendo bene in modo da non lasciare bolle d'aria. Questo stampo è realizzato in modo tale da ottenere biscotti già col buco per far passare il nastro per appenderli. Ho infornato a 180° per circa 15 minuti, ma tirateli fuori quando iniziano ad avere un colore dorato. Vi sembreranno morbidi, ma ciò è dovuto al fatto che sono ancora caldi. Non lasciatevi ingannare :) Ho lasciato raffreddare.

Ho preparato la glassa mescolando con una frusta gli albumi e lo zucchero, quindi ho colorato la glassa, aggiungendo il colorante alimentare.

Ho decorato i biscotti con la glassa. Non ho usato nessuno strano attrezzo da cucina, ma semplicemente tre siringhe di quelle che si comprano in farmacia, a cui avevo tolto l'ago. Non sono difficili da usare e possono essere usate più volte, dopo averle lavate. Vi consiglio di scegliere le siringhe della misura più piccola, per ottenere una migliore precisione.

Ho lasciato asciugare la glassa, quindi ho inserito il nastrino :)


Ingredients (makes 17):

for the biscuits:

500g of plain flour
250g of butter at room temperature
200g of white sugar
2 medium eggs
1 pinch of salt
1sachet of saffron

for the icing:

1 egg white
160g of icing sugar
food colouring


I put the sugar and the butter in the kneader and I started to stirr with the K hook. I added the eggs and the saffron and I mixed well. I added salt and flour and stirred well. The same procedure may be realized by hand. I left the pastry to stand.
I took the pastry out of the fridge, then I spread it in the mould (Silikomart), pressing well to remove air bubbles. This mould permits to obtain biscuits with holes for the ribbon. I baked the biscuits in the oven at 180° for 15 minutes, but take them out when they begin to be golden brown. They will seem to be soft, but this is due to the fact that they are hot. Don't be taken by in by appearances! I left them to cool.
I prepared the icing, stirring the egg white with the icing sugar. I coloured the icing with the food colouring.
I decorated the biscuits with the icing. I didn't use any strange kitchenware, but simply 3 normal syringes that you can find in pharmacy. Obviously I had removed the needles. They aren't difficult to use and they can be used many times, after having washed them. I reccomend you to use the smallest size, to be more precise.
I left the icing to dry then I added the ribbon.


Con questa ricetta partecipo al contest di Fornelli profumati:

venerdì 23 marzo 2012

Torta di laurea con mousse di fragole

tort alla fragola

torta alla fragola

Oggi voglio usare una fantastica torta cremosa e fragolosa per attirare la vostra attenzione su un tema molto importante: il ministero dell'istruzione ha avviato una consultazione pubblica riguardante il valore legale dei titoli di studio e le modalità di accesso alle professioni regolamentate (per es. geometri, avvocati ecc). I risultati della consultazione saranno la base per le proposte che verranno fatte in parlamento, è quindi molto importante dare il nostro contributo e la nostra opinione.
Spesso ci si lamenta della scarsa comunicazione tra governo e popolazione: questa è l'occasione per dare il nostro contributo e per cercare di influenzare quello che sarà il nostro futuro.
Sul sito del ministero (http://www.istruzione.it/web/hub;jsessionid=ED53DCCF4DF46E1B65C3792CF08CF04C) potete trovare il link per accedere alla consultazione. La presentazione dice che serve circa 1 ora per compilarlo ma io ci ho messo molto meno, credetemi :)

Dopo questo invito, passiamo alla vera ragione di questo post, ovvero un trionfo di fragole e creme. Ho realizzato questa torta per la cena di laurea della mia amica e ne sono molto soddisfatta! Il sapore è molto delicato, sembra molto ricca, ma non è pesante. La pasta margherita al cacao è quella utilizzata per la famosa Schwarzwaldtorte, che è una delle mie torte preferite. Al centro la torta è farcita con una mousse di fragole: la ricetta è di Montersino. Ho poi ricoperto la torta con una crema al burro e fragole, la cui ricetta mi è stata passata dalla bravissima Morena di Menta e Cioccolato.
I presupposti dunque erano dei migliori e il risultato è stato, lasciatemelo dire, meraviglioso! Vi consiglio di usare fragole molto profumate, in modo da rendere il più possibile fragolosa la mousse. Per quanto riguarda la crema al burro, vi dirò la sincera verità: non sapeva molto di fragola. Tuttavia era buonissima, quindi vi consiglierei quasi quasi di togliere le fragole e usarla così: ci sta benissimo!!

Un grazie ancora a Morena, che oltre che un'ottima pasticcera è anche simpaticissima e molto molto disponibile. Mi raccomando, andate a vedere il suo blog: Menta e Cioccolato.

torta alla fragola

torta alla fragola

Ingredienti (per una torta da 24 cm):


per la pasta margherita:

6 uova
150 gr di zucchero
100 gr di farina
30 gr di fecola di patate
40 gr di cacao in polvere
50 gr di mandorle pelate
50 gr di burro fuso
1 cucchiaino di lievito per dolci

per la mousse di fragole:

500 gr di fragole (peso al netto degli scarti)
500 gr di panna fresca
20 gr di colla di pesce
85 gr di albume
150 gr di zucchero
30 gr di acqua

per la crema al burro:

250 gr di panna fresca
mezzo cucchiaino di polvere di vaniglia
4 tuorli
100 gr di zucchero
250 gr di burro
100 gr di fragole (ma come detto io le eliminerei)


Per la pasta margherita, ho sbattuto 100 gr di zucchero con i tuorli. Ho montato gli albumi con 50 gr di zucchero, quindi li ho aggiunti ai tuorli, mescolando delicatamente con una spatola di silicone. Ho aggiunto la farina, il cacao e la fecola, settacciandoli bene. Ho tritato le mandorle e le ho aggiunte al composto. Ho fuso il burro, l'ho lasciato intiepidire e ho aggiunto anche questo. Infine ho aggiunto il lievito. Ho foderato un cerchio regoabile con della carta da forno e vi ho versato l'impasto. Ho infornato a 180°, forno statico, per circa 40 minuti. Ho sfornato e lasciato raffreddare.

In un pentolino ho unito l'acqua e 120 gr di zucchero e ho scladato fino a una temperatura di 121°, che ho misurato con un termometro. Ho montato per metà gli albumi con 30 gr di zucchero. Una volta che l'acqua zuccherata ha raggiunto la temperatura, ho versato a filo lo sciroppo sugli albumi e ho montato fino a ottenere la giusta consistenza. Il composto sarà a temperatura ambiente.
Nel frattempo ho pulito le fragole e le ho frullate nel mixer. Ho messo una piccola parte del composto in un pentolino, l'ho scaldato e vi ho unito la gelatina ammollata in acqua fredda e strizzata. Ho aggiunto il composto al resto delle fragole frullate. Le ho aggiunte quindi alla meringa italiana precedentemente realizzata (il composto di albumi e zucchero). Ho mescolato bene, quindi vi ho aggiunto la panna montata.

Ho tagliato la pasta margherita in 3 dischi molto sottili. Ho messo il primo disco sul fondo di un cerchio da pasticceria regolabile. Vi ho versato sopra metà della mousse di fragola, quindi ho aggiunto un'altro disco di pasta margherita. Ho aggiunto l'altra metà di mousse, quindi vi ho adagiato sopra l'ultimo disco di pasta. Ho messo in frigo a rassodare (servono almeno due ore di riposo).

Per la crema al burro ho messo la panna e la vaniglia in un pentolino e ho portato ad ebollizione. Nel frattempo ho sbattuto i tuorli con lo zucchero in una ciotola. Una volta raggiunta l'ebollizione ho versato il latte sulle uova, ho mescolato bene, quindi ho trasferito tutto nel pentolino. Ho fatto raggiungere alla crema una temperatura di 85°, mescolando bene. Ho montato il burro a temperatura ambiente con le fruste, quindi vi ho aggiunto la crema poco alla volta, in modo che si assorba bene. Per aromattizarla alle fragole, ho mischiato la crema con le fragole frullate. Ho fatto rapprendere la crema un paio di minuti in frigo. Ho distribuito la crema sulla torta con una spatola, creando un po' di onde con la crema. Ho messo in frigo, quindi prima di servire ho decorato con delle fragole fresche.
Ho tirato fuori dal frigo la torta un'ora e mezza prima di servire.


venerdì 30 dicembre 2011

Aspic rosso rubino al prosecco (Ruby red sparkling wine asipc)

aspic al prosecco
Domani finisce il 2011, siete contenti o un po' vi mancherà? Siete festaioli o a capodanno preferite chiudervi in casa e andare a dormire alle 11?
Io devo dire che dopo aver superato il periodo adolescenziale, quando non festeggiare a capodanno rappresentava una vera e propria tragedia, ora non ambisco a festini da film o party in discoteca. Se c'è qualcosa di carino da fare bene, altrimenti ben venga qualche buona golosità da gustarsi davanti alla tv. Ciò a cui non posso rinunciare è cucinare, su questo non transigo :D

Sono sicura che voi avrete già il vostro menù pronto, la spesa fatta e tutto il resto ma se c'è ancora qualcuno, come me, che sta raccogliendo idee vi lascio un'idea per un brindisi particolare: un bell'aspic al prosecco colorato di rosso da lamponi e melagrana. Dolce ma non troppo, è ideale per pulire la bocca dopo il cotechino e prima di assaggiare, per esempio, un meraviglioso tiramisù alle noci e caramello salato, come quello che vi ho proposto qui. aspic al prosecco

Occhio: l'aspic è alcolico perché il prosecco viene messo a freddo.
Se volete un dolce più adatto anche a chi non ama particolarmente l'alcol, lasciate bollire anche il prosecco, in modo da far evaporare l'alcol.
Un'alternativa non male se volete ottenere un aspic analcolico, magari per i bambini, potete tralasciare completamente il prosecco e aromatizzare l'acqua con dello sciroppo di sambuco. In questo caso state attenti con lo zucchero perché lo sciroppo è già dolce di suo.
Un'ultima idea, per chi vuole fare una cosa ancora più chic, è di usare lo spumante invece del prosecco! ;)

Per la presentazione, se avete una cena a buffet,potete optare per delle microcoppette di plastica come quelle che ho usato io. Sono pratiche e non si rompono! Se invece preferite una versione elegante, fate solidificare l'aspic dentro dei flute. Nulla vieta poi, di fare un megaaspic in uno stampo più grande, ma farlo in coppette singole vi evita quei momenti di terrore quando dovete staccarlo dallo stampo senza farlo finire nella ciotola del cane!
aspic al prosecco

Ingredienti (per 18 coppettine che vedete in foto):

1 bottiglia e mezzo di spumante secco
120 gr di zucchero bianco
38 gr di gelatina in fogli
2 melagrane circa
300 gr di lamponi surgelati
1 arancia

Innanzitutto ho messo la gelatina in acqua fredda ad ammorbidirsi. Nel frattempo ho messo a bollire una pentola con 150 ml di acqua, lo zucchero e la scorza d'arancia grattuggiata finemente.
Una volta giunta ad ebollizione, ho filtrato l'acqua con un colino, eliminando la scorza d'arancia. Ho sciolto la gelatina, ben strizzata in microonde, quindi l'ho aggiunta all'acqua zuccherata mescolando bene. Ho unito lo spumante e ho messo a raffreddare un po'.
Ho sbucciato e sgranato le melagrane. In ogni coppettina ho messo un po' di chicchi di melograno e qualche lampone, ancora surgelato. Vi ho versato sopra la gelatina e ho messo a raffreddare.
Ho tirato fuori le coppettine qualche minuto prima di servire.


Ingredients (makes 18):

1,5 bottle of dry sparkling wine
120g of white sugar
38g of gelatine leaves
2 pomegranates
300g of frozen raspberry
1 orange

I put the gelatine leaves in cold water to soften them. In the mean time, I boiled 150ml of water, the sugar and the grated peel of the orange. When the liquid boiled, I filtered it with a strainer, eliminating the orange peel. I melted the squeezed gelatin in the microwave oven, then I added it to the liquid and stirred well. I added the sparkling wine and left it to cool.
I peeled and husked the pomegranates. In every small cup I put some husks of pomegranate and some raspberries, still frozen. I poured the jelly on them and left it to cool. I took the cups out of the fridge a few minutes before serving.

lunedì 26 dicembre 2011

Tiramisù alle noci e caramello salato di Montersino

Tiramisù alle noci e caramello salato
Bonsoir! Come state miei cari? Avete passato buone feste, vi siete rimpinzati? Io ho fatto cenone il 24 (come da tradizione tedesca) e mi sono sbizzarrita in cucina. Una delle ricettine meglio riuscite è stato il dolce, ma d'altronde andavo sul sicuro: Montersino non delude!
Da quando avevo ricevuto in regalo il suo libro su tiramisù e chantilly non vedevo l'ora di poter sperimentare. Certo, vista la lunghezza del procedimento aspettavo un'occasione un po' importante ;)
Il risultato è stato eccelso! Un gusto delicato ma con un tocco di originalità che sorprende il palato. Unica pecca: con le dosi indicate per il caramello a me non è rimasto liquido, ma si è molto rappreso e incollava un po' i denti, forse ci va un po' più di liquido e per il mio gusto un pizzico in più di sale.
Per il resto voglio condividere con voi una scoperta: con il paiolo di rame il caramello viene persino a me!
Vi lascio alla ricetta e ci sentiamo presto con qualche altra ricettina, magari da riproporre a capodanno ;)
Ps: non fatevi spaventare dalla lista degli ingredienti, è più veloce da fare di quanto possiate pensare!

Tiramisù alle noci e caramello salato Ingredienti (per 8/9 porzioni ma dipende dalle coppe che usate):

Per le noci caramellate:

125 gr di noci
65 gr di zucchero
20 gr di acqua

Per la crema di mascarpone e noci:

250 gr di mascarpone
meringa italiana
5 gr di liquore nocino

Per la meringa italiana:

100 gr di zucchero
20 gr di acqua
50 gr di albumi

Per il caramello salato:

125 gr di zucchero
40 gr di acqua
25 gr di liquore nocino
2 gr di sale

Per la finitura:

200 gr di savoiardi (io ho comprato quelli morbidi sardi, ne ho usati due grandi)
crema tiramisù classica
150 gr di bagna al caffè (io ho usato un po' di caffè decaffeinato zuccherato, senza seguire le dosi del libro)
100 gr di cioccolato fondente
noci caramellate

Per la crema tiramisù classica:


base tiramisù pastorizzata
150 gr di panna
150 gr di mascarpone

Per la base tiramisù pastorizzata:

45 gr di tuorli
85 gr di zucchero
25 gr di acqua
una punta di polvere di vaniglia


Ho inziato preparando la base tiramisù pastorizzata: ho messo lo zucchero e l'acqua in un pentolino e ho messo sul fuoco. Nel frattempo ho montato i tuorli con la vaniglia, utilizzando delle fruste. Ho fatto raggiungere all'acqua zuccherata una temperatura di 121° (ho usato un termometro da cucina) e ho spento. Ho versato a filo lo sciroppo sui tuorli, montando con le fruste finché la crema non si è raffreddata.

Ho preparato la crema tiramisù classica mescolando la base tiramisù col mascarpone e aggiungendo poi la panna, leggermente montata. Ho coperto e messo da parte.

Per le noci caramellate, ho tritato a coltello i gherigli di noce e le ho messo a scalarsi alcuni minuti in forno a microonde. Nel frattempo in un pentolino ho messo lo zucchero e l'acqua e ho fatto raggiungere allo sciroppo una temperatura di 119°, quindi ho aggiunto le noci e ho lasciato caramellare. Ho versato i gherigli caramellati su un tagliere coperto di carta da forno. Ho lasciato raffreddare, quindi ho "sgranato" le noci con le mani.

Per la meringa italiana ho messo sul fuoco l'acqua e 80 gr di zucchero. Ho fatto raggiungere 121° quindi ho versato lo sciroppo a filo sugli albumi, precedentemente montati per metùcon 20 gr di zucchero. Ho continuato a montare con le fruste fino a raffreddamento.

Ho preparato la crema al mascarpone e noci mescolando il mascarpone col nocino, ho aggiunto le noci caramellate, quindi ho aggiunto la meringa italiana.

In un paiolo di rame ho fatto caramellare 125 gr di zucchero, quindi ho aggiunto 2 gr di sale e 40 gr di acqua bollente. Ho fatto sciogliere bene (a contatto con l'acqua il caramello si è un po' rappreso), infine ho aggiunto il nocino.

Ho preso i miei bicchieri e ho iniziato a comporre il dolce. Sul fondo ho messo un pezzetto di savoiardo e l'ho bagnato con un po' di caffè zuccherato. Ho aggiunto un po' di crema al mascarpone e noci. Ho versato un po' di caramello salato (se vi si rapprende, rimettetelo sul fuoco un minuto). Ho aggiunto un po' di crema al tiramisù, quindi ho messo a raffreddare.
Nel frattempo ho preparato un po' di caramello e ho caramellato qualche gheriglio di noce.
Ho preso di nuovo i bicchieri, ho creato un disegno col cioccolato fuso al microonde e infine ho decorato con la noce caramellata. Lasciate in frigo (o sul balcone viste le temperature) fino al momento di servire.

mercoledì 21 dicembre 2011

Gingerbread cookies: gli omini di panbiscotto

biscotti kissing
Ho 23 anni eppure mi esalto più dei bambini davanti ai cartoni animati. E' più forte di me: i cartoni risvegliano in me lo spirito più infantile, mi faccio prendere, tifo per i vari personaggi e seleziono i miei preferiti. Dopo una brutta giornata non c'è nulla di meglio di una bella storia che finisce bene.
A voi cosa fa tornare bambini?
Tornando ai cartoni, uno dei miei preferiti degli ultimi anni è sicuramente Shrek, lo conoscete tutti no? Beh, c'è un personaggio che ogni cuoca non può che ricordarsi, è lui: il mitico omino biscottino!
Sarà che quei biscotti sorridenti appesi all'albero sono il mio sogno di bambina, sarà che sono così simpatici ma gli omini di panpepato sono rimasti nel mio immaginario come simbolo del Natale, pur non avendone mai avuto uno sul mio albero.

L'omino biscottino Quando quest'anno ho dovuto decidere che biscotti realizzare per Natale ho colto l'occasione per usare un fantastico stampino a forma di omino che mi aveva regalato la mia amica Giulia (love u) anni fa, ma che non avev ancora avuto occasione di provare. La ricetta andava scelta coerentemente e ho deciso di fare riferimento a quella proposta nel libro "Buon appetito America".
Ho cambiato un po' la componente zuccherina, perché secondo me le dosi della ricetta erano tarate sul gusto americano ed erano veramente esagerate! Poi, per carità, de gustibus! :)
Ah, io non li appendo all'albero perché il cane se lo divorerebbe, ma se volete usare questi biscotti come decorazione basta che facciate un buco prima di infornarli. Una volta cotti e decorati fate passare un nastrino colorato e sono pronti per essere appesi!

Uno dei prossimi giorni vi faccio vedere anche gli altri biscotti, ideali per qualche ragalo!

Prima di lasciarvi alla ricetta ringrazio i mie due aiutanti: mia sorella, che a modo suo mi ha aiutato a tagliare i biscotti, e il mio ragazzo, che ha avuto la geniale idea di trasformare una siringa "medica" in una siringa da cucina!


biscotto and me biscotti
Ingredienti (per circa 38 omini):

per i biscotti:

840 gr di farina 00
4 cucchiani di zenzero in polvere
4 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1 cucchiaino di noce moscata in polvere
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di sale
200 gr di burro a temperatura ambiente
350 gr di zucchero di canna (io uso quello integrale dell'altromercato, è buonissimo e si fa anche del bene)
2 uova medie
125 gr di sciroppo d'acero

per la glassa (mi è bastata per questi biscotti e per molti altri, ma come potete vedere non ho decorato con tanta glassa):

2 albumi
un po' di succo di limone
circa 320 gr di zucchero a velo

In una ciotola ho mescolato la farina, le spezie, il sale e il lievito. In un'altra ciotola ho montato il burro morbido con lo zucchero, quindi ho aggiunto le uova. Ho aggiunto lo sciroppo d'acero. Pian piano ho aggiunto il mix di farina. Ho impastato bene, quindi ho creato una "palla", l'ho avvolta nella pellicola e l'ho messa riposare in frigo un'oretta.
Ho tirato la pasta con il mattarello, quindi ho ricavato i biscotti con lo stampino. Ho cotto a 180°, in forno statico, per circa 12 minuti. Cuoceteli un po' di più o un po' di meno per ottenere biscotti rispettivamente più croccanti o più morbidi. Ho lasciato raffreddare i biscotti.

Ho preparato la glassa unendo agli albumi a temperatura ambiente una spruzzata di succo di limone. Con le fruste li ho montati un pochino, quindi ho aggiunto pian piano lo zucchero a velo, continuando a montare, fino a ottenere la consistenza giusta.
E qui è intervenuto il mio ragazzo con la sua geniale idea: usare una semplicissima siringa da punture per decorare i biscotti! Effettivamente è stato geniale! Ho decorato i biscotti e ho fatto asciugare per bene. Ho conservato i biscotti in una scatola di latta! biscot time

martedì 15 novembre 2011

Quadro alle castagne con chantilly e kakimela

Quadro alle castagne con chantilly e kakimela
Quadro alle castagne con chantilly e kakimela
Siete pronti per il dolceee?? Ebbene sì, saltiamo momentaneamente il primo del menu del compleanno di mia sorella, per saltare direttamente al dolce. Vado molto fiera di questa ricettina perché è stato un vero e proprio esperimento, non avevo mai usato la farina di castagne e anche gi abbinamenti erano nuovi per me.
Posso dire che l'esperimento è riuscito egregiamente! E' venuto un dolce leggero, cremoso, equilibrato. La dolcezza della chantilly e del marron glacé è smorzato dalla freschezza dei kakimela e dall'amaro del cacao (che non serve quindi, solo come decorazione!). Il dolce è buono da subito, ma vi consiglio di lasciarlo riposare in modo che tutti i gusti si ammalgamino bene. Il pan di spagna di castagne non è stato bagnato perché era umido al punto giusto.
Spero possa essere un bello spunto per le feste, quando magari si dedica un po' più di tempo alla preparazione del dessert ;)
Ah, dimenticavo, sapete cosa sono i kakimela vero? Si tratta di frutti orginari del giappone che hanno lo stesso sapore dei kaki normali, ma hanno la consistenza di una mela (più o meno). Non hanno un nocciolo, quindi si possono mangiare interamente, dopo aver staccato il picciolo. Hanno il vantaggio di essere trasportabili e di poter essere mangiati senza il cucchiaino, proprio perché sono belli compatti. Io di solito per mangiarli così da soli non li sbuccio, ma fate voi come preferite ;)
E ora...ricettinaaaaa!!! Besitos!
Quadro alle castagne con chantilly e kakimela
Ingredienti (per una torta 24x24 cm):

per il pan di spagna alla castagna:

8 uova
265 gr di zucchero
90 gr di farina 00
180 gr di farina di castagne
8 gr di lievito

per la crema chantilly:

750 gr di latte intero
225 gr di zucchero
6 tuorli
75 gr di fecola di patate
12 gr di gelatina in fogli
300 gr di panna fresca
180 gr di marron glacé (va a gusti, quindi se via piacciono tantissimo, mettetene di più!)

per lo strato intermedio:

1 e mezzo kakimela
4 cucchiai di zucchero
per la decorazione:

cacao amaro


Ho iniziato preparando il pan di spagna. Ho montato le uova con lo zucchero per 20 minuti. Mi raccomando, le uova devono essere a temperatura ambiente. Io ho usato il kenwood ma va bene qualsiasi tipo di fruste elettriche. Una volta montate le uova, ho mescolato la farina 00 con quella di castagne e con il lievito. Ho aggiunto poco alla volta il mix di farina alle uova montate, mescolando con una spatola in silicone (ma voi usate anche un cucchiaio di legno), con movimenti dal basso verso l'alto. Una volta in corporata tutta la farina ho messo da parte un attimo. Ho rivestito la mia teglia con carta da forno alla base e vi ho versato l'impasto. Ho messo a cuocere a 160°-170° per circa 35 minuti in forno statico. Non aprite per alcun motivo il forno prima che siano passati 20-25 minuti. Superato questo momento critico controllate il pan di spagna e fate la prova stecchino, visto che ogni forno cuoce a modo un po' suo e i tempi non sono sempre gli stessi. NB: io ho usato una teglia quadrata ma nulla vi vieta di usarne una classica tonda. Con queste dosi usate una teglia di 28 cm di diametro. Una volta cotto ho tirato fuori il pan di spagna dal forno e l'ho messo a raffreddare.

Nel frattempo ho preparato la crema pasticcera. In una ciotola ho unito i tuorli e lo zucchero e li ho sbattuti con la frusta. Ho aggiunto la fecola e ho mescolato bene. Ho fatto bollire il latte, quindi ne ho aggiunto un goccino alle uova. Ho mescolato bene, quindi ho versato le uova nel pentolino. Ho rimesso sul fuoco (basso!!) e sempre mescolando, ho fatto addensare. All'ultimo ho aggiunto la gelatina ammollata in acqua fredda e strizzata. Ho mescolato bene con la frusta, quindi ho messo la crema a raffreddare.
Ho montato la panna con le fruste, quindi l'ho aggiunta alla crema fredda, mescolando delicatamente. Ho spezzettato i marron glacé e li ho aggiunti alla crema.

Ho lavato bene i kakimela, quindi li ho sbucciati e tagliati a fettine il più possibile regolari. Le ho messe in padella, ho aggiunto lo zucchero e 1-2 cucchiai di acqua. Ho messo sul fuoco e ho fatto andare finché non si è creato un bello sciroppo. Ho messo a raffreddare.

Ho tagliato a metà il pan di spagna, quindi ho iniziato il montaggio del dolce. Ho ripreso la teglia quadrata che avevo utilizzato per la cottura del dolce (mi raccomando, che sia a cerniera!). Ho inserito la prima metà del pan di spagna, quindi l'ho ricoperta con la metà della crema chantilly. Ho preso i kakimela e li ho disposti sulla crema, conservandone alcune fette per la decorazione. Ho aggiunto la crema chantilly rimanente, quindi ho coperto con il pan di spagna.
Ho messo tutti in frigo per un paio di ore. A questo punto ho tolto la torta dallo stampo. Per ottenere un quadrato perfetto ed eliminare i bordi un po' rovinati ho tolto i bordi con un coltello seghettato, ma se non siete perfezioniste come me tenete il dolce così com'è. Con un colino ho coperto la torta con il cacao amaro e ho creato un piccolo fiore con le fettine di kakimela rimasti. Ho rimesso in frigo fino al momento di servire!

Con questa ricetta partecipo al contest de La cucina italiana in collaborazione con Desco: